Confindustria Genova incontra Enzo Scalia per parlare di produzione sostenibile
Il 26 novembre scorso, F2i Sgr, il principale gestore italiano di fondi infrastrutturali, ha completato l’acquisizione della maggioranza di ReLife, il maggiore operatore privato attivo nel riutilizzo e nella valorizzazione energetica degli imballaggi di carta e plastica. Il Fondo per le Infrastrutture Sostenibili (FIS) ha acquisito il 70% di ReLife dai precedenti azionisti (tra i quali i fratelli Paolo e Marco Benfante e il fondo di private equity Xenon) che, garantendo continuità manageriale, hanno deciso di condividere con F2i un’ulteriore fase di crescita del gruppo, conservando una quota di minoranza della società.
«Siamo alla vigilia di un giorno importante da molti punti di vista: economico, aziendale, giuridico e pure affettivo – ha commentato Scalia, attuale Chief Circular Marketing Officer di ReLife -, perché ReLife, accompagnata dal fondo di private equity Xenon, è cresciuta da 12 a circa 250 milioni di fatturato atteso a fine 2021, da 55 a quasi 700 dipendenti. Da domani, però, questa azienda giocherà in un altro “campionato”. Ci stiamo preparando già da qualche mese: abbiamo cominciato a riorganizzare la squadra che, sempre usando una metafora calcistica, si è allargata, ingaggiando nuovi giocatori, così come si è rafforzato lo staff dirigenziale, con manager di grande esperienza». Fino all’ingresso di F2i, continua Scalia, «la plancia di comando di ReLife è stata quella di un motoscafo, mentre ora sarà quella di una nave: e quindi dovremo saper guardare avanti e valutare con attenzione ogni manovra. Forse diventeremo un po’ più lenti, ma ci muoveremo sempre in totale sicurezza». I piani di sviluppo industriale non riguarderanno più solo il nord Italia ma si estenderanno ad altre regioni. «Oggi – spiega Enzo Scalia – abbiamo 28 linee produttive tra Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli e Toscana, ma siamo interessati ad avviarne in Umbria e nelle Marche, e ancora più a sud, fino alla Sicilia. Nel settore specifico dell’economia circolare, infatti, il sud Italia ha un potenziale di crescita superiore a quello del nord. Ma lo sviluppo industriale passerà anche per l’internazionalizzazione.
D’altro canto, nel segmento dell’industria del riciclo, ci sono cartiere e riciclatori di plastica che hanno già messo “testa e gambe” fuori dai confini con impianti in Europa; gruppi industriali, con i quali già collaboriamo a livello locale, che potrebbero farci da volano sui mercati esteri, dove potremo garantire loro continuità di servizio, sulla base di rapporti di fiducia consolidati nel tempo».
Altro volano di crescita internazionale per ReLife potrebbe essere l’industria cartaria.
«Quella italiana – osserva Scalia – è la seconda per importanza a livello europeo, ma potrebbe essere la prima, se si tenesse conto dello sviluppo della tecnologia di riciclo. L’Italia, povera di abeti e pini da trasformare in cellulosa, ha trovato il modo di sostituire le materie prime vergini attraverso la raccolta differenziata dei rifiuti urbani che, se accuratamente trattati, potrebbero diventare un’ottima materia prima. Qui il nostro Gruppo potrebbe mettere a disposizione tutto il suo know-how».
Le prospettive di crescita di ReLife confermano che l’economia circolare non è più solo un tema da salotto.
«Anzi – sottolinea Enzo Scalia – personalmente sono convinto che due eventi in particolare, entrambi avvenuti nel 2015, abbiano tracciato un confine netto tra l’economia circolare da salotto e il suo sviluppo reale: mi riferisco all’enciclica “Laudato si’” di papa Francesco, dove affronta i temi ambientali ed ecologici, e alla lettera di Larry Fink, Presidente e CEO del fondo BlackRock, ai propri clienti, nella quale annuncia una serie di iniziative che collocano la sostenibilità al centro dell’approccio d’investimento.
Ecco, se il mondo finanziario si sbilancia fino a quel punto, vuol dire che il futuro della produzione sarà sostenibile o non ci sarà affatto futuro. Il mondo è cambiato. E noi, con ReLife, ci siamo trovati in un momento di felice congiunzione astrale: l’impegno di Greta Thunberg, una crescente consapevolezza sulle limitate risorse del pianeta… per finire con l’esplosione del “delivery at home”, che ha moltiplicato la forza propulsiva delle scatole di cartone». Enzo Scalia parla di “felice congiunzione astrale”, ma la verità è che l’azienda era pronta ed è stata capace di cavalcare l’onda. «L’ingresso di FSI ora ci spinge a crescere ancora. Se siamo arrivati fin qui – conclude -, lo dobbiamo anche a Confindustria Genova. Lo scriva». Fatto.
Intervista di Piera Ponta Confindustria Genova a Enzo Scalia.
Edizione Novembre/Dicembre 2021 Genova Impresa














