ReLife è uno dei più innovativi player dell’economia circolare nel nostro Paese. Fondato nel 2018, da un’idea nata nel 2014 e coinvolgendo aziende attive nel settore da diversi decenni, il Gruppo si occupa di raccolta e trasformazione di rifiuti valorizzabili, con posizioni da leader in Italia nella selezione e nel trattamento della carta da macero.

Nel modello di circolarità di ReLife, il Cliente è il centro di tutte le energie. ReLife offre un servizio di raccolta rifiuti nel massimo rispetto della normativa, con costi contenuti e minimo impatto ambientale, grazie alla capacità di trovare nuovi mercati e attrezzature ecosostenibili. ReLife ha deciso di integrarsi nella catena del valore, per tornare ai Clienti restituendo nuovi imballaggi e materiali prodotti con i loro stessi rifiuti.

LA STORIA DELL'AZIENDA

La distribuzione territoriale delle divisioni del gruppo, con i suoi 18 impianti nel centro-nord Italia e 56 linee di produzione, è determinata da un criterio di vicinanza: stabilirsi vicino ai luoghi dove si costituisce il rifiuto per abbattere sia le emissioni di CO2, che i costi legati al trasporto e alla gestione. Per questo motivo ReLife si impegna ad avere un lavoro di raccolta e recupero di rifiuti urbani e industriali con un raggio limitato, sia a livello economico che ambientale, perché la logistica dei trasporti impatta sulla carbon footprint.

Sebbene il gruppo sia giovane, le aziende delle quattro unità produttive Reycling, Paper Mill, Paper Packaging e Plastic Packaging hanno una lunga esperienza nel settore. Il network si distingue per un modello di business orizzontale, basato sull’allargamento della base dei Clienti che pensano, progettano, producono e organizzano il lavoro secondo i principi dell’economia circolare.

In 7 anni, Relife è diventato il primo operatore privato italiano nel riciclo della carta e del cartone, la cui forza innovativa risiede nella gestione dei rifiuti, integrata come primo anello lungo tutta la catena del valore, esaltando tutte le opportunità del riciclo di materia, con l’obiettivo di azzerare completamente il ricorso a forme consuete di smaltimento.

Per ridurre l’incremento dello scarto da selezionare che si accompagna ad un alto tasso di raccolta differenziata il Gruppo ha progettato un modello ReLife per trasformare il “rifiuto del riciclo” in energia alternativa da impiegare in sostituzione del carbon fossile. Il nuovo impianto ReFuel a Silvano d’Orba (AL), trasformerà 140.000 ton di scarti del riciclo nella migliore alternativa ai combustibili tradizionali e permettere a cementifici e centrali termoelettriche di dare una svolta concreta alla loro carbon footprint. La realizzazione dell’impianto che, a prima vista, può sembra una discontinuità industriale rispetto al piano strategico del Gruppo orientato a massimizzare il riciclo, è, in realtà, un investimento in piena coerenza verso tali obiettivi: massimizzare la fase di riciclo e minimizzare, fin quasi ad azzerare, il conferimento in discarica.

ReLife garantisce una filiera tracciata in tutti i passaggi: il rispetto del futuro è il più grande vantaggio competitivo del presente. Un approccio che rende ReLife non soltanto i primi, ma forse gli unici nei fatti.