WAS Annual Report 2020

L’economia circolare è il pilastro del Recovery Plan. Le parole chiave di ReLife sono semplificare, accelerare e premiare le Aziende virtuose.
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L’industria italiana del waste management e del riciclo. Strategie industriali e convergenze settoriali.

Gianluca Cencia di ReLife Group ha partecipato alla presentazione online di WAS Annual Report 2020 “L’industria italiana del waste management e del riciclo. Strategie industriali e convergenze settoriali”, che sviluppa i temi più attuali che incidono sullo sviluppo del settore con analisi e dati inediti.

Gianluca Cencia, che ha contribuito ai primi lavori e dibattiti di WAS già dal 2013, presenta durante la tavola rotonda l’esperienza ReLife all’interno di una sezione sull’integrazione e sulla convergenza settoriale che ben rappresenta l’esperienza del Gruppo.

Il Gruppo ReLife ha fatto dell’integrazione stessa, un driver della propria politica industriale e strategica.

Relife nasce da diversi imprenditori e operatori privati del mondo della selezione, che in un’ottica di integrazione e di crescita hanno costruito dal 2014 un gruppo, grazie anche supporto del Fondo di investimento Xenon, e dal 2018 che con l’ingresso della Cartiere Bosco Marengo. ReLife è diventato il primo operatore italiano privato per tonnellate di carta gestite nella settore della selezione e della filiera della carta da macero e del cartone da avviare al riciclo e il terzo in assoluto.

Il settore della selezione e riciclo della carta, nel panorama italiano, è da sempre molto frammentato: basti pensare che ci sono oltre 500 operatori di taglia media che trattano non più di  10.000 ton nei propri impianti, mentre le 14 piattaforme di conferimento di ReLife arrivano a trattare in Veneto, Liguria, Piemonte e Toscana, direttamente o indirettamente, più di  500.000 tonnellate di rifiuti a base cellulosica con un percorso di crescita che verrà ulteriormente sviluppato nei prossimi mesi con nuovi investimenti e prospettive.

Il driver è integrare la catena del valore con una serie di passaggi che pongono ReLife in una posizione rispetto ai propri interlocutori, i produttori di rifiuti, completamente diversa da quella degli operatori classici del settore.

Ai produttori di rifiuti, ReLife può proporre una nuova partnership industriale. I produttori di rifiuti sono un anello fondamentale nella catena dell’economia circolare, sono il soggetto a cui viene offerto non soltanto un servizio, ma oggi grazie al percorso di integrazione, vi si può tornare con un prodotto finito, cioè un imballaggio, che rientra nel ciclo produttivo. Integrarsi significa essere attori a 360° coinvolgendo il produttore in una filosofia di crescita industriale.

Inoltre, a completamento del percorso di crescita, a breve sarà attivo l’impianto di ReFuel di Ovada (AL) per la produzione CSS end of waste 80.000 tonnellate.

A prima vista, può sembrare una discontinuità industriale rispetto al core business del Gruppo che fa della raccolta selezione, riciclo e valorizzazione dei rifiuti la sua attività principale. Si tratta, invece, di una nuova convergenza industriale con l’obiettivo di evitare che gli scarti della selezione finiscano in discarica per integrarsi, invece, lungo la catena del valore. Obiettivo ulteriore è costruire una chiusura industriale del ciclo ed arrivare alla certificazione di un dato fondamentale: l’azzeramento del conferimento di rifiuti a smaltimento.

L’approccio classico all’economia circolare va integrato e ulteriormente qualificato con un ragionamento di performance economy, trovando indicatori che misurino la circolarità. Gli indicatori di circolarità è auspicabile vengano anche inseriti tra i criteri di accesso ai finanziamenti premianti per le aziende sia per quelle che operano nel settore sia per i produttori.

L’esperienza del gruppo ReLife, alla luce del WAS, premia il percorso di crescita e aggregazione e la convergenza settoriale che arricchisce l’offerta commerciale.

 

 

 

 

 

 

Ufficio Stampa e Comunicazione Relife S.p.A. – comunicazione@relifegroup.com

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