Economia circolare pilastro del Recovery Plan

L’economia circolare è il pilastro del Recovery Plan. Le parole chiave di ReLife sono semplificare, accelerare e premiare le Aziende virtuose.
recovery-plan-economia-circolare-relife
 

Legambiente, Nuova Ecologia e Kyoto Club, in collaborazione con Conou, hanno organizzato presso Nazionale Spazio Eventi, mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre, la VII edizione della Conferenza Nazionale Ecoforum.

L’economia circolare come pilastro del Recovery Plan è stata il tema al centro del dibattito.

Le parole chiave che hanno contraddistinto l’ECOFORUM sono state:

semplificare e accelerare

Enzo Scalia, direttore generale di ReLife ha evidenziato in apertura che il nuovo Decreto End of Waste, nelle sue modalità e declinazioni locali,  corre il serio rischio di essere interpretato in maniera difforme, addirittura prima ancora della pubblicazione. Inoltre, occorre accelerare affinché l’adozione dell’EoW sia esteso a tutti i Paesi EU,  non solo Italia e Spagna: in assenza di un ampio riferimento, occorre mantenere Allegato VIII nelle consegne transfrontaliere.

Enzo Scalia, inoltre, ha presentato la nascita del Gruppo ReLife come la risposta di un gruppo di imprenditori del settore raccolta e riciclo al “nanismo” storico del nostro Paese, unico ormai in Europa, per superare la polverizzazione, dotandosi di una adeguata capacità di investimento sugli impianti sia in termini di sviluppo tecnologico sia in termini di sicurezza e prevenzione e garantendo un approccio manageriale evoluto per lo sviluppo dei servizi ai Clienti.

Oggi, grazie anche al supporto del Private Equity Xenon, si è passati dal trattare 60.000 ton a oltre 700.000 di rifiuti nelle 28 linee produttive sui 14 impianti del gruppo, con la collaborazione di 400 persone che lavorano nelle piattaforme dislocate in tutto il centro nord Italia.

La forza innovativa del Gruppo ReLife sta nel proporre a tutti i Clienti che vogliono gestire in assoluta sicurezza i propri rifiuti (sia speciali sia urbani) una gestione diretta, priva di intermediari, orientata a generare valore.

Proprio pensando alla creazione di Valore per i Clienti, ReLife si è posta nuovi obiettivi, ancora più ambiziosi: innovare per evitare che il “rifiuto del riciclo”, derivante dalle attività di selezione delle frazioni estranee, sia inviato a smaltimento, ma diventi anch’esso un fondamentale contributo al recupero.

Per questa ragione, il prossimo impianto REFUEL si configura come primo e unico strumento per una certificazione a IMPATTO ZERO nella gestione degli scarti dei Clienti ReLife.

Pochi passi che permettere un reale cambiamento, una reale economia circolare:

  1. Rendere certificato e trasparente il processo di raccolta, trasporto e selezione attraverso una evoluzione del nostro software Atlantide 2.0
  2. Evitare il ricorso a intermediazioni, a volte opache e sempre costose, per garantire un rapporto diretto tra la produzione di rifiuto e il recupero di materia: metterci la faccia sempre;
  3. Legare i risultati alla certificazione di un ente terzo per garantire la massima sicurezza ai fini L.231
  4. Innovare il proprio parco mezzi (metano per mezzi e mezzi elettrici per magazzini), per gestire il «rifiuto del riciclo» sia dai nostri impianti, sia da nostre Cartiere Partner attraverso la produzione di combustile verde
  5. Finalizzare il nostro ciclo produttivo al 100% di recupero e riciclo per offrire a tutti i nostri Clienti una CERTIFICAZIONE CIRCOLARE A IMPATTO ZERO
  6. Elaborare una strategia di sistema per premiare le Aziende virtuose e certificate attraverso una progressiva riduzione della TARI.

Il Ministro dell’Ambiente Costa, durante il suo intervento a Ecoforum 2020, ha sottolineato che in Italia la tecnologia rappresenta un’eccellenza. Il problema è il deficit di impianti e parallelamente la quota parte di italiani che non vogliono gli impianti vicino alle proprie aree urbane.

Perché il cittadino assume questa posizione?

Perché, secondo Costa, manca il coinvolgimento e la condivisione nel far diventare il cittadino attore dell’economia circolare. Il coinvolgimento permette di comprendere meglio quello che avviene sul territorio e saper distinguere le fake news che periodicamente vengono buttate nel web relativamente agli impianti di riciclo.

Stefano Ciafani presidente di Legambiente, ha ribadito come l’Italia sia il paese in Europa dove l’economia circolare è più sviluppata.

Questa leadership è nata in un paese privo di materie prime. Ci si trova, però, di fronte a dei necessari passaggi chiave in tema di recovery fund per far ripartire l’economia e sostenere il piano di resilienza a partire dall’ambiente:

  • Massimizzare le semplificazioni
  • Semplificare la normativa
  • Semplificare le modalità con cui si autorizzano gli impianti
  • Realizzare tanti impianti per arrivare a rifiuti zero in discarica
  • Ogni categoria di rifiuto ha la sua fonte di produzione e la sua strada di avvio al riciclo, risulta importante selezionare le nicchie e costruire il mercato dei prodotti riciclati per completare il ciclo

 

Ufficio Stampa e Comunicazione Relife S.p.A. – comunicazione@relifegroup.com

Related Posts